IRO GORETTI: PERSONALE AL CAFFE' PIAZZA FANTI - CITTA' DI CASTELLO

In un tempo in cui troppo autori cercano, talora per vie traverse, un proprio percorso artistico che nella migliore del ipotesi reinterpreta e trasfigura la realtà e più spesso la sconvolge arrivando ad esiti espressivi tortuosi se non estremi, Iro Goretti possiede il raro dono dell'immediata comunicativa e della forza figurativa. Certo i natali lacustri devono avergli istillato sin dalla più tenera età un'idea portante ben precisa della natura e lo devono aver ispirato sin dai suoi esordi pittorici. Fatto sta che la tecnica messa a punto, e ormai largamente apprezzata in numerose sedi espositive, non solo italiane, individua nell'autore un autentico protagonista di un'arte paesaggistica che va alla radice del genere per fedeltà descrittiva ma che contestualmente se ne distacca per andare a caratterizzarsi in modo assolutamente originale; attraverso innanzitutto una creatività cromatica che cattura anche l'occhio più disincantato e che approda ben presto a visioni oniriche capaci di narrare al tempo stesso la natura e il superamento della medesima. Non c'è (quasi) presenza umana nelle opere e ciò rende ancora più significativa la sua cifra stilistica: il suo modo di sentire e di rendere cieli e laghi, fiori e boschi con una partecipazione così intensa, e a volte persino viscerale, ne fanno interprete peculiare e non catalogabile nei risaputi schemi di maniera. Per Goretti si sono scomodate influenze ora impressionistiche, ora dei Macchiaioli: si tratta di accostamenti certo legittimi ma che rischiano di non rendere totale giustizia alla poetica dell'autore che vive dì luce propria E non sono scorci irenici i suoi o "belle" inquadrature, che anzi il dinamismo in grado di essere colto nelle sue tele svaria alla dolcezze di brezza alla calma del riflesso d'acqua, dalla sospensione di un notturno sino all'inquietudine della tempesta in arrivo: ma il tutto con una sapienza "narrativa" capace di produrre autentico coinvolgimento emotivo. Il tratto sicuro, certo soft nel modo di porsi, appare però a volte persino imperioso, al punto da fisionomizzare in maniera tangibile, corporea, ognuna delle sue vedute, tanto "fisica" appare tale resa. Goretti è sinonimo di esplosione di colore; ma non solo. Lo straordinario ventaglio cromatico, ora rutilante, ora rilassante che propone, costituisce la sua dimensione artistica più autentica; ma gli spazi, la luminosità, il gioco delle proporzioni che connotano ogni sua opera ne completano adeguatamente la valenza autoriale.

Maurizio Zangarelli

 


 

Saluto per l'inaugurazione della mostra personale a Sanremo di: Iro Goretti

Sono lieto di partecipare nella capitale dei fiori, all'inaugurazione della personale del paesaggista Iro Goretti Dalle acque del lago Trasimeno al mare Ligure in cui si specchia la riviera dei fiori. E porgo, con il saluto del Centro d'Arte e Cultura "la Tavolozza", il centro d'Arte che presiedo e che organizza il Festival Internazionale della Pittura Contemporanea, giunto quest'anno alla Xll edizione, anche il Direttore Responsabile il dott. Vito Cracas, noto critico - storico d'arte antica e contemporanea molto appruo, alla cui competente valentia e serietà è affidata da ben dodici anni il compito di presiedere la giuria della manifestazione sanremese. Riporto il suo giudizio critico cha il prof. Vito Cracas mi ha affidato per aver visto le sue opere: Goretti trasmette i valori colti nella natura, nei paesaggi lacustri di cui evidenzia il silente e suadente, quasi accattivante, richiamo con idonei cromatismi che fanno vibrare l'animo, facendone percepire l'insita bellezza che induce alla riflessione estetica. Ed io concordo con il suo giudizio critico perché Iro Goretti sulle tele, per la padronanza delle tecniche adoperate che usa con molta abilità e secondo il suo estro, esprime forti contrasti della sua rigogliosa terra tentatrice, con lo sue bellezze, fino ad indurre l'uomo ad interessarsi ad essa governandola con il suo lavoro, le sue ansie ed i suoi repressi desideri. La chiarezza del segno, a volte nitido perché delinea le diverse configurazioni, a volte amalgamato nel colore, partecipa delle intese emozioni e fa recepire ed intendere quel messaggio afrodisiaco ed invitante dell'ubertosa natura evidenziata. Lo scenario naturale sanremese invita a comprendere le tematiche espresse dall'artista in un verismo accattivante, di piacevole e suggestivo impatto. Goretti, per quanto possa apparire molto classicheggiante, è un arista polivalente capace di evidenziare nei suoi nascosti messaggi, molto comprensibili, che fa percepire con le elaborate tecniche che usa con molta disinvoltura. Le sue opere suggeriscono i sogni elaborati dalla fantasia, i ricordi, le speranze, tutti i tanti aspetti della vita en plein air della campagna che caratterizza il lago Trasimeno che ha influito se non determinato la civiltà etrusca. La sua natura è un libro aperto in cui s'intravedono le virtù indispensabili al convivere civile: la tenacià, la spontaneità, l'amore per la verità ed il lavoro, la passione per le cose sagge e belle, la scenografica naturalezza che ricorda, con la sua storia, la grande e genuina passionalità espressa nel lavoro, nella bellezza e nell'amore. Del resto, soffermandosi per cercare di "entrare" nelle opere, si scopre nella naturalezza delle forme il colore. E' la ricerca che ha portato ad esperimentare tutte le possibili vie della comunicazione artistica perseguita e trasformata razionalmente nelle diverse tecniche che adopera con singolari e personali apporti. La sua esperienza è tale che qualunque cosa realizza, con qualsiasi tecnica, induce alla riflessione che porta ad entrare in simbiosi con tutto quello che riesce a disegnare e dipingere nelle sue opere. Penso che tutto questo sia dovuto al fatto che Iro Goretti non si chiude, come fanno molti artisti nella propria bottega, ma preferisce uscire, cogliere fuori, vedere, ascoltare, circolare tra la gente che incontra, con cui dialoga per avertirne le sensazioni cha ha dentro, piacevoli o tristi, i diversi umori, quelli spontanei o volutamente studiati, i molti pensieri espressi in libertà e senza un razionale controllo, le improvvise tragedie che ci rincorrono nella vita quotidiana, gli amori che si sognano e che perseguono e caratterizzano ogni istante del vivere. Nei suoi quadri vi è racchiusa una sua caratteristica: un racconto delle trasformazioni naturali d'ogni giorno viste anche sotto il profilo poetico e sociale in un voluto contrasto di luci ed ombre. E' un sentire il suo che mi avvince. E pertanto, invito anche voi ad osservare i suoi quadri per verificare le avvertite sensazioni.

Sanremo 19 marzo 2004

Cav. Casimiro Dell'Arco Talarico

 


 

Il Paesaggio non di rado è stato un elemento di grande fascino per i pittori. Sin dalle fasi della pittura primitiva il panorama e la sua flora hanno ispirato tanti artisti. Non c'è secolo pittorico che non registri creativi che si sono interessati a rappresentare e a trasfigurare in immagini ciò che l'occhio e il cuore vedeva e percepiva . Magari nell'accezione locale e provinciale. Basti pensare al ciclo giottesco ad Assisi, al Perugino, a Gozzoli per comprendere quanta importanza ha avuto il paesaggio nella composizione pittorica. Ed oggi sono tanti coloro che si lasciano trasportare dalla bellezza del paesaggio umbro. Più importanti e meno irnportantì. Una di queste voci locali che visuallizza e e interpreta l'incanto e la magia del paesaggio che perimetra il lago Trasimeno è Iro Goretti. Che dal privilegiato osservatorio, una delle morbide colline circostanti, visualizza con occhio e cuore innamorato, le mosse chiome di filari di olivi che dolcemente s'inerpicano e manti di eriche in fiore accuratamente pettinate da un meticoloso pennello che nulla lascia all'immaginazione. Iro Goretti che ricorda per la panicità delle sue colme distese umbre, I'esito di un artista nazionale quale è Azzinari, propone risultanze di rara fattura e di una tenerezza estetica che rimanda alla poesia del paesaggio. Laddove si scoprono discreti sentieri e musicali ruscelli che scendono a valle per ricongiungersi innamorati al Trasimeno. La pittura di Iro Goretti non intende sommuovere le cerebralità e le ragioni di una pittura engagée. Si limita a proporre la bellezza di esplosioni floreali dove insorgono il rosso incendiato del papavero o il giallo corposo e turgido delle ginestre. E' pittura che colpisce l'occhio e il cuore. Per offrire generosamente sensazioni ed emozioni di bellezza. Senza la presunzione di progettualità concettuali . Per esorcizzare per un momento le ambasce del quotidiano, per dimenticare la violenza del quotidiano, per nascondere la barbaria di un radente pragmatismo che tende a spingerci nell'utilitarismo. Nel vuoto evasivo, nell'effimero senza bellezza. E in tempi come i nostri il disegno minore, che minore non è, di farci godere un attimo di pura bellezza, non è cosa da poco.

Giovanni Zavarella

 


 

L'ARTE DI IRO GORETTI

Finestre sul mondo mai sazie di spazio, dall'orizzonte più vasto della nostra vista,i paesaggi di Iro Goretti si aprono su scorci di natura silenziosa in cui l'unica musica è l'immensità. Non c'è confine ai suoi cieli azzurri appena screziati di bianche, luminose nubi, ai suoi monti in schiere infinite oltre i limiti della visione, ai colori ultrareali dei suoi campi, dei suoi fiori, dei suoi laghi. Oltrepassando lo stesso legame con i connotati della Natura sensibile, Goretti fa l'acqua ancora più liquida, il cielo ancora più aereo e leggero, il sole ancora più luminoso, ma che non ferisce l'occhio, perchè non contende con l'ombra, i colori della campagna brillanti come di luce propria e i contorni di piante, fiori, alberi, foglie ancora più nitidi e definiti di come i nostri sensi ce li mostrano. Non è la materia, o meglio, la matericità, che interessa all'Artista umbro, non è il peso, la tangibilità: tutto, nelle sue opere, aleggia imponderabile, sorge leggero dal suolo come in un paesaggio del Gotico Fiorito; è la struttura intima delle cose l'obbiettivo a cui tende la sua mano, quella attenzione instancabile al particolare, quella ricerca senza posa della composizione della Natura che altro non è che desiderio amoroso. Le sinuose pieghe dei rami di alberi e cespugli, i petali dei Fiori morbidi e irrorati di luce, e soprattutto i fili dell'erba alta, reti tessute da una mano di vento, sono le sfide che la passione di Iro Gorettí impone al suo pennello, come se volesse denudare gli elementi naturali, spogliarli oltre la visibilità per mostrarne l'aspetto più segreto che solo il suo amore può scorgere. Per l'intimità assoluta del suo rapporto con la Natura, alcuni vedono deserti gli scenari dipinti da Iro Goretti; la risposta è ovvia: non sono deserti i paesaggi di Iro Goretti, sono abitati solo da chi li osserva.

ALFONSO CONFALONE
Segretario Generale della "Galleria Centro Storico di Firenze"

 


 

Iro Goretti è pervenuto, dopo un percorso coerente e approfondito di evoluzione rappresentativa, a padroneggiare perfettamente strumenti tecnici e aneliti dell'anima consegnandocí quadri di incontestabile seduzione visuale raffiguranti coinvolgenti sinfonie intessute di paesaggi bucolici che posseggono il sapore e le malie del fiabesco, del magico. E in effetti quello che traspare dai suoi quadri è un mondo stupefatto colorato, sano e fidente, sospeso fra realtà descrittiva e atmosfere surreali, intriso di aromi, di fresche luminosità, di calde cromie, tutto attraversato dal tripudio della carducciana "melodia spiritale di primavera" "su le cime al piano, per l'aure, pe' rami, per l'acque", con le sue case fraternamente unite e avvolte dal caldo abbraccio dell'"alma natura", con lo Zeffiro che trasceso sui prati facendo dinamicamente ondeggiare erbe, fiori, biondi campi di spige puntrggiati da rossi papaveri, e vibrare folte fronde e tenere foglioline, gialle ginestre e trinati alberi da frutto in fiore sui quali piove, da cieli di un tenero azzurro percorsi da candidi batuffoli di nuvolette, una luce gioviale, vitalizzante, fresca, rasserenante. Questo idilliaco, malioso universo campestre, doge tutto è soffice, comprese le pietre che mostrano inusitate, morbide rotondità plastiche, si effonde verso di noi fino a coinvolgerci nel sogno di un animo anelante ad un mondo fragrante di serenità, di pace e armonia.

Manrico Testi 

 


 

© 2016 Your Company. All Rights Reserved. Designed By WarpTheme