Recensione di Maurizio Zangarelli

IRO GORETTI: PERSONALE AL CAFFE' PIAZZA FANTI - CITTA' DI CASTELLO

In un tempo in cui troppo autori cercano, talora per vie traverse, un proprio percorso artistico che nella migliore del ipotesi reinterpreta e trasfigura la realtà e più spesso la sconvolge arrivando ad esiti espressivi tortuosi se non estremi, Iro Goretti possiede il raro dono dell'immediata comunicativa e della forza figurativa. Certo i natali lacustri devono avergli istillato sin dalla più tenera età un'idea portante ben precisa della natura e lo devono aver ispirato sin dai suoi esordi pittorici. Fatto sta che la tecnica messa a punto, e ormai largamente apprezzata in numerose sedi espositive, non solo italiane, individua nell'autore un autentico protagonista di un'arte paesaggistica che va alla radice del genere per fedeltà descrittiva ma che contestualmente se ne distacca per andare a caratterizzarsi in modo assolutamente originale; attraverso innanzitutto una creatività cromatica che cattura anche l'occhio più disincantato e che approda ben presto a visioni oniriche capaci di narrare al tempo stesso la natura e il superamento della medesima. Non c'è (quasi) presenza umana nelle opere e ciò rende ancora più significativa la sua cifra stilistica: il suo modo di sentire e di rendere cieli e laghi, fiori e boschi con una partecipazione così intensa, e a volte persino viscerale, ne fanno interprete peculiare e non catalogabile nei risaputi schemi di maniera. Per Goretti si sono scomodate influenze ora impressionistiche, ora dei Macchiaioli: si tratta di accostamenti certo legittimi ma che rischiano di non rendere totale giustizia alla poetica dell'autore che vive dì luce propria E non sono scorci irenici i suoi o "belle" inquadrature, che anzi il dinamismo in grado di essere colto nelle sue tele svaria alla dolcezze di brezza alla calma del riflesso d'acqua, dalla sospensione di un notturno sino all'inquietudine della tempesta in arrivo: ma il tutto con una sapienza "narrativa" capace di produrre autentico coinvolgimento emotivo. Il tratto sicuro, certo soft nel modo di porsi, appare però a volte persino imperioso, al punto da fisionomizzare in maniera tangibile, corporea, ognuna delle sue vedute, tanto "fisica" appare tale resa. Goretti è sinonimo di esplosione di colore; ma non solo. Lo straordinario ventaglio cromatico, ora rutilante, ora rilassante che propone, costituisce la sua dimensione artistica più autentica; ma gli spazi, la luminosità, il gioco delle proporzioni che connotano ogni sua opera ne completano adeguatamente la valenza autoriale.

Maurizio Zangarelli

 


 

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