Recensione di Manrico Testi

Iro Goretti è pervenuto, dopo un percorso coerente e approfondito di evoluzione rappresentativa, a padroneggiare perfettamente strumenti tecnici e aneliti dell'anima consegnandocí quadri di incontestabile seduzione visuale raffiguranti coinvolgenti sinfonie intessute di paesaggi bucolici che posseggono il sapore e le malie del fiabesco, del magico. E in effetti quello che traspare dai suoi quadri è un mondo stupefatto colorato, sano e fidente, sospeso fra realtà descrittiva e atmosfere surreali, intriso di aromi, di fresche luminosità, di calde cromie, tutto attraversato dal tripudio della carducciana "melodia spiritale di primavera" "su le cime al piano, per l'aure, pe' rami, per l'acque", con le sue case fraternamente unite e avvolte dal caldo abbraccio dell'"alma natura", con lo Zeffiro che trasceso sui prati facendo dinamicamente ondeggiare erbe, fiori, biondi campi di spige puntrggiati da rossi papaveri, e vibrare folte fronde e tenere foglioline, gialle ginestre e trinati alberi da frutto in fiore sui quali piove, da cieli di un tenero azzurro percorsi da candidi batuffoli di nuvolette, una luce gioviale, vitalizzante, fresca, rasserenante. Questo idilliaco, malioso universo campestre, doge tutto è soffice, comprese le pietre che mostrano inusitate, morbide rotondità plastiche, si effonde verso di noi fino a coinvolgerci nel sogno di un animo anelante ad un mondo fragrante di serenità, di pace e armonia.

Manrico Testi 

 


 

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